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Covid-19: Plasma Super-immune per la cura

Covid-19: Plasma super-immune per la cura. Articolo pubblicato su Gazzetta Matin del 25 maggio 2020.

Il plasma, già trasfuso a pazienti con gravi malattie, viene oggi sperimentato nei malati affetti da Covid-19 in fase avanzata della malattia. Per ora, si riscontra un miglioramento netto con la riduzione della carica virale e la regressione dei sintomi, da poche ore ad alcuni giorni.  

Il plasma dei pazienti convalescenti contiene le immunoglobuline (Ig) che sono gli anticorpi che il sistema immunitario dei malati di Covid-19 hanno sviluppato per difendersi dall’attacco del virus. Questo plasma è definito Super-immune (o convalescente) e gli anticorpi sono specifici contro Covid-19. Quello che si fa è inoculare il siero di persone guarite, mediante trasfusione, negli attuali malati da Coronavirus in fase avanzata. Questa sembra essere una cura efficace che però non sostituisce il vaccino che ha lo scopo non di curare ma di immunizzare e fare prevenzione. Questa tecnica è già stata usata contro Sars, Mers, Ebola e H1N1. Ma vediamo di cosa si tratta e come funziona.

Nel nostro corpo, dopo un primo contatto con un agente estraneo (definito antigene) il nostro sistema di difesa genera un anticorpo che crea la risposta immunitaria. Le immunoglobuline (Ig) sono gli anticorpi prodotti dal nostro organismo. Ce ne sono 5 classi. Quelle che interessano ora sono le IgG che hanno forma ad Y e costituiscono l’80% del siero e le IgM che sono più complesse, hanno una forma a stella che permette 5 legami con l’antigene. Quando il corpo entra in contatto col virus, lo riconosce come estraneo e attiva la difesa. Subito si producono le IgM che si sviluppano nei primi 3-6 giorni dalla comparsa dei sintomi nel soggetto sintomatico. Questa è la risposta immunitaria primaria conseguente alla prima esposizione all’antigene. La protezione ha durata limitata. Nel caso del Coronavirus, vengono prodotte anche le IgG in un periodo che varia fra 4 e 10 giorni. Queste immunoglobuline di solito conferiscono la protezione prolungata nel tempo. È la risposta secondaria (anamnestica) conseguente alla seconda esposizione con l’antigene può durare mesi o anni.

Ma Sangue e Plasma: cosa sono?

Il sangue è il fluido che scorre nel sistema cardio-circolatorio. È un tessuto costituito da diverse matrici, cioè 55% di plasma, 44% di globuli rossi, 1% di globuli bianchi e piastrine. Il rosso acceso è la frazione di globuli rossi che, vivono 120 giorni, contengono l’emoglobina e il ferro. Trasportano l’ossigeno dai polmoni in tutte le parti del corpo (tranne capelli, peli, unghie, cornea dell’occhio e smalto dei denti) e rimuovono l’anidride carbonica di scarto eliminandola tramite i polmoni. I globuli bianchi sono le cellule del sistema immunitario che vigilano insieme alle piastrine che si occupano del coagulo di sangue. Il tutto è sospeso nel plasma (detto anche ematocrito). Il plasma è un liquido giallo paglierino che è una miscela fatta dal 90% di acqua e dal 10% di sostanza secca fatta da molecole alimentari (come zuccheri, proteine, grassi) e altro come gas respiratori, sali minerali, anticorpi, urea, acido lattico, ormoni, enzimi, alcol, prodotti di scarto ed altro. Tutto quello che circola nel corpo è trasportato dal plasma sanguigno.   

Nell’organismo umano ci sono 5-6 litri di sangue, pari all’8% del peso corporeo. Perdite per emorragia sopra il 35% possono portare al decesso rapido.

I pazienti affetti da Covid-19 possono arrivare alla forma più grave di sindrome da distress respiratorio acuto, cioè, la polmonite interstiziale che esige la respirazione assistita da supporto meccanico. Il trattamento sierologico abbassa la carica virale e migliora i sintomi del paziente. Il protocollo somministra 250 ml (millilitri) di plasma super-immune non più di tre volte in una settimana per pazienti ricoverati in terapia intensiva da meno di 10 giorni. L’applicazione sperimentale sembra efficace e si pensa già di estendere la cura, in via preventiva, anche agli addetti ai mestieri sanitari.

Le immunoglobuline Ig potrebbero essere isolate dalla miscela di plasma per essere purificate e rappresentare una componente iper-immune da somministrare endovena o per via intramuscolare. Il vantaggio di questa tecnica eviterebbe il problema della compatibilità fra i gruppi sanguigni. Ma queste tecniche non sostituiscono ancora il vaccino e soprattutto questi trial clinici (studi di ricerca clinica) sperimentali non sono ancora partiti. Restano una valida idea per il futuro.

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