Categorie
Nutrizione

Il Miele: proprietà benefiche, etichettatura, cristallizzazione e Pappa reale

La regina degli insetti. La madre della vita sulla Terra. La nostra amica ape.
Articolo pubblicato su Gazzetta Matin il 28 Ottobre 2019 in occasione della Sagra del Miele.

Il dolce miele, ma non solo.

La sicurezza degli alimenti riguarda la nostra salute sia nell’immediato che nel lungo termine. 60 miliardi di api italiane producono 20.000 tonnellate di miele pregiato ogni anno.

Il sospetto è che la vita dell’uomo sia legata proprio alle api. Se non le tuteliamo e non ci curiamo della loro esistenza, non ci curiamo nemmeno della nostra.

Questi imenotteri, come altri insetti, impollinano i fiori, la loro folta elegante pelliccia trattiene i pollini dei fiori che vengono dispersi nell’ambiente e mandano avanti i cicli naturali della vita. Il loro prodotto è il dolce miele, ghiotto nutrimento dai sapori e dalle aromaticità particolati con spiccate proprietà utili per la nostra salute. A livello compositivo il miele è costituito dal 75-80% da zuccheri, glucosio e fruttosio, che garantiscono un rapido utilizzo del glucosio a scopo energetico, e un effetto più prolungato del fruttosio che deve subire delle reazioni. Poi ci sono: 17-20% acqua, 0,2-0,3% proteine e 0,02%-1% sostanze minerali con tracce di vitamine e altre importanti molecole.

Proprietà salutari e benefiche del Miele

Il miele possiede proprietà emollienti e addolcenti che possono essere utili per il cavo orale, la gola ma anche stomaco e intestino. Ha attività blandamente lassativa ed è indispensabile per smaltire sostanze tossiche e nocive che si accumulano nel fegato. Le specifiche attività antibatteriche sono dovute ai polifenoli (molecole con funzione antiossidante e antinfiammatorie) utili contro malattie da raffreddamento, mal di gola e per uso esterno su bruciature, piaghe e ferite.

Non sempre le virtù del miele sono fondate da studi scientifici. In ogni caso, questo alimento energetico e curativo può essere consigliato nella tisana serale per conciliare il sonno o alleviare i sintomi del mal di gola, per dolcificare e aromatizzare lo yogurt, o usato in cucina come ingrediente prelibato per degustare un delicato e indimenticabile antipasto valdostano con pane nero, lardo e salumi, formaggi e castagne (per dare spunto).

Le sue fragranze olfattive e le attività benefiche sono relativamente fragili. La loro velocità di degradazione è proporzionale alla temperatura di conservazione. A temperatura fresca (di cantina) il miele conserva le sue proprietà per molti anni, mentre a 25-30°C vengono perse in pochi mesi. Il miele che va a male di solito ha un contenuto di acqua superiore al 18% che dipende dalle fasi che competono all’apicoltore.

In apicoltura, le api vivono nelle arnie e l’alveare è un’arnia che di solito contiene una media di 50.000 api. Un insieme di tanti alveari costituisce l’apiario. Ogni apicoltore registra il suo alveare alla ASL, riconosciuto da un codice univoco registrato nella Banca dati dell’Anagrafe Apistica. Inoltre, è tenuto alla compilazione di registri che ne garantiscano la tracciabilità.

Come si classifica il miele?

In base all’origine, il miele di fiori è ottenuto dal nettare delle piante mentre il miele di melata deriva soprattutto da sostanze secrete da insetti succhiatori o da secrezioni di parti vive della pianta. Su base botanica, troviamo i mieli uniflorali che derivano da una unica specie predominante che ne determina le caratteristiche organolettiche nonché le proprietà nutritive e curative (come i mieli di acacia, castagno, tiglio, tarassaco…). Ci sono poi i mieli millefiori costituiti da un insieme di fioriture diverse.

Di solito il miele che acquistiamo è stato filtrato per eliminare una parte significativa dei pollini.

In Italia, sono diffusi: il miele di acacia, soprattutto nelle zone collinari, con colore chiaro, sapore delicato e vanigliato che non cristallizza; il miele di castagno, diffuso in tutto il territorio ma soprattutto su media montagna, ambrato quasi nero, colore e sapori intensi, più o meno amaro, non cristallizza, spiccate proprietà terapeutiche; il miele di melata di abete, delle zone tosco-emiliane, molto scuro quasi nero, odore di resina, legno e caramello, poco dolce, con benefiche e gradevoli note balsamiche; e il millefiori.

E se il miele cristallizza? Nulla da temere. Si tratta di una caratteristica presente nella maggior parte dei mieli (tranne acacia e castagno), che avviene perché il miele è una miscela soprasatura, cioè ha una alta concentrazione di zucchero che non riesce a restare stabile nella forma “liquida” e quindi solidifica cristallizzando. La sola cosa importante è che tutte le pregiate qualità del miele vengono preservate. Importante è per i consumatori di miele che, se destinato all’alimentazione umana, non può essere aggiunto nessun tipo di sostanza che non sia miele nella sua composizione originale.

Ma ci sono altri prodotti dell’alveare di cui possiamo nutrirci, infatti tutti, vengono considerati preziosi integratori di una varietà di elementi essenziali e biomolecole per rinvigorire e rafforzare il nostro stato di salute. Il Polline, ricco di vitamine del gruppo B e di calcio, magnesio, fosforo, ferro e potassio, ha un elevato contenuto di amminoacidi essenziali (non prodotti dal corpo ma da integrare con la dieta) per le nostre funzioni biologiche. Il Propoli è una sostanza resinosa amara e pungente ricca di balsami e molecole chiamate

che hanno potenti effetti antiossidanti, antisettici e cicatrizzanti, ha numerose e ben dimostrate proprietà come farmaco antibatterico, antivirale e antifungino (contro i funghi).

La Pappa reale è una secrezione delle ghiandole delle api che viene usata per nutrire le larve e la regina dell’alveare. Ricca di amminoacidi essenziali, apporta benefici a tutto l’organismo.

Etichettatura del miele

La nostra normativa ci tutela e garantisce quello che acquistiamo. Sull’etichetta (ai sensi del Reg. CE 1169/2011 e del D.Lgs. n. 179/04), vanno indicate: denominazione dell’alimento (miele, miele di nettare, miele di melata…), quantità netta, nome e sede del produttore o confezionatore o venditore, lotto di produzione, termine minimo di conservazione, Paese o Paesi di origine in cui il miele è stato raccolto, sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento, dichiarazione nutrizionale (dal 12/16), condizioni particolari di conservazione. A discrezione, si possono segnalare anche: origine floreale o vegetale (miele di acacia, miele di castagno, miele di sulla …), origine regionale, territoriale o topografica, consigli per l’uso.

Aiutaci a tutelare le nostre amiche api e leggi gli altri articoli su come i pesticidi le danneggiano. Clicca sulle stelline per valutare l’articolo. Clicca senza doverti iscrivere. E se vuoi lascia un commento libero.

Ti è piaciuto il post?

Voto medio 0 / 5. 0

La tua opinione è importante!

Ci dispiace che il post non sia stato di tuoi interesse.

La tua opinione è importante! Dicci come possiamo migliorare.

Lascia un commento