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Covid-19: farmaci, bambini, esiste una cura?

Covid-19 – Coronavirus. i farmaci, i bambini, ma esiste una cura? L’emergenza non è finita. Articolo pubblicato su Gazzetta Matin dell’11 maggio 2020.

Nella fase 2, scienza e conoscenza si associano per garantire il distanziamento sociale. Mentre i contagi nel mondo sono milioni, Covid-19 continua a giocare con le nostre certezze. Si ricercano cure e farmaci mirati per le diverse fasi di infezione e per la prevenzione. Si scopre ora come attacca bambini e ragazzi. E a tremare adesso, sono anche i pediatri.  

Il bersaglio preferito resta il polmone, ma non il solo. Nei pazienti con lunga degenza in rianimazione, i polmoni diventano difficili da rimettere in funzione. Il tessuto polmonare diviene rigido e fibroso e questo impedisce la normale espansione, che diventa supportata e forzata dalla ventilazione assistita.  

Covid-19 attacca le pareti polmonari. Si assottigliano così tanto che per fare respirare il paziente si insuffla aria con una pressione positiva che vuole dilatare la sacca polmonare per portare l’ossigeno. Il problema grave è espandere un tessuto interno compromesso. Nel polmone è come se ci fosse un reticolo in cui l’aria non riesce a passare, come se quella parete venisse coperta da mini piastrelle che lastricano le basi polmonari. Anche spingendo l’aria all’interno non si riesce ad ossigenare e purtroppo si possono generare delle lesioni che rompono il tessuto generando aperture da cui scappa l’aria. È come cercare di gonfiare un palloncino bucato. Quindi, si deve ricercare il punto di rottura con la toracoscopia. Si entra con una videocamera, si insuffla l’aria e si individua il punto. Poi con una suturatrice meccanica e una apposita matrice si ripara il danno cucendo il tessuto interno proprio come si rammenda un calzino bucato. Una piccola parte del polmone resterà esclusa e compromessa per sempre.

Covid-19: cure col plasma e nuove terapie

In attesa di terapie mirate anti-covid, si studiano metodi alternativi e più efficaci invece dei farmaci già in uso. Come un immuno-soppressore (Anakinra) che riesce a reprimere l’eccesso di risposta immunitaria presente nelle forme più gravi di polmonite. Il farmaco ha pochi effetti collaterali e in 21 giorni mostra  migliorie nel 72% dei casi su pazienti con quadri clinici ad alto rischio.

Ma si punta molto sul plasma super-immune (o convalescente), che cura con successo 58 malati di Covid-19. Il plasma viene donato da pazienti positivi, poi guariti, che insieme alle nuove tecnologie cerca di dare forma a nuove linee guida per terapie acute di emergenza, valutando rischi e benefici. Il plasma donato viene raccolto in una Banca del Plasma Convalescente di sangue ex-covid. È la base di partenza per i prossimi picchi di epidemia che si attendono e per l’uso farmaceutico su larga scala. Le immunoglobuline possono essere prodotte dall’industria e usate insieme ad altri farmaci.

Come Covid-19 attacca i bambini

E i bambini? Si scopre ora che l’infiammazione colpisce maggiormente a livello di piccoli vasi sanguigni. Si trovano infiammazioni a carico della zona cerebrale, di quella renale, possono esserci fenomeni trombotici a livello polmonare o possibili ischemie nelle zone circolatorie più periferiche (come alle dita di piedi o mani). Inoltre, la presenza di geloni fuori stagione, in età fra 10 e 15 anni circa, ha destato sospetti per queste vasculopatie che chiudono i vasi sanguigni all’improvviso e persistono anche per mesi. Il sospetto della relazione con l’infezione da Covid-19 è lecita. Un’altra correlazione coi bimbi sotto i 10 anni riguarda l’incremento dell’incidenza della Sindrome di Kawasaky. Si tratta di una rara infiammazione dei vasi del cuore, con febbre alta e sintomi variabili a livello di cute, mucose labiali e coronarie. Da quando si conosce il virus, i casi riconosciuti sono passati da 5 in un anno, a 10 in un mese, nello stesso ospedale. Per questo i pediatri temono per i più piccoli.

Fase 2: misure di controllo

Ora che si sottovaluta il mantenimento delle distanze, arriva la tecnologia a controllarci. La app Immuni si attende per fine maggio. C’è anche un braccialetto intelligente da polso per monitorare i nostri parametri  durante la fase 2. Misura la temperatura corporea e il distanziamento fisico. Emette un segnale radio che viene ricevuto da un altro bracciale che elabora e calcola la distanza fra i due. Al di sotto di una soglia considerata valore limite, emette una vibrazione. Forse si imparerà così a rispettare la distanza del famoso metro.

Ma l’emergenza non è finita. Covid-19 rilascia miliardi di particelle virali in 1 ml di saliva. La sua carica virale è elevatissima. Hanno riaperto le porte dell’economia. Non è fattibile applicare un modello restrittivo draconiano che congeli tutto in un mondo che comunque, continua a girare. Anche l’Italia ha mostrato le sue fragilità e la sua precaria stabilità economica. E restare troppo indietro è un rischio troppo grande. 

Mai sottovalutare. Troppo spesso, si sono verificate situazioni in cui il dipendente è stato obbligato a lavorare senza mascherina. Tassativo per i datori di lavoro, soprattutto delle grandi aziende, garantire e permettere ai lavoratori di potersi tutelare con i dispositivi di protezione. E se non bastasse il loro obbligo morale, c’è sempre quello legislativo. Il danno economico, non ha risparmiato nessuno.

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2 risposte su “Covid-19: farmaci, bambini, esiste una cura?”

Articolo interessante che analizza in maniera sintetica ma esaustiva e completa i vari aspetti ed ultimi sviluppi riguardo al Covid, senza per altro risultare pesante

Gentile Marykoy, siamo lieti che tu abbia apprezzato l’articolo sui vari aspetti del Covid-19 in questo momento. Ti ringraziamo per la tua opinione che ci è sempre gradita e speriamo di scrivere altri temi che ti possano interessare.

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