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Ambiente e sostenibilità

Perchè le api muoiono? Pesticidi killer sotto accusa (1)

Le api e gli insetti impollinatori scompaiono a causa dei pesticidi. Nella foto, un’ape amica, aiuta la natura a impollinare con il polline che trasporta nella sua pelliccia. Qui in mezzo alla lavanda in fiore.
Un primo piano della piccolina, bellissima, nella sua solita splendida forma.

Le api da proteggere

Le api e gli insetti impollinatori, sono la base della nostra vita. Regolano il delicato equilibrio fra gli ecosistemi e nutrono la natura e gli esseri viventi. Forniscono cibi ricchi di vitamine e sali minerali. Ma il 40-50% delle api selvatiche e delle farfalle scompaiono a un ritmo 8 volte superiori agli altri animali. La CIA (italiana) conta 10 milioni di arnie scomparse in 5 anni nel mondo. Le api muoiono in primavera a causa dei pesticidi emessi nell’ambiente. Non solo per quelli irrorati di recente. Pagano il prezzo anche di quelli ormai proibiti da decenni, come il DDT, la cui persistenza e i cui effetti sono ancora tangibili. Le api andrebbero spostate in aree naturali protette anche se le barriere nella matrice aria non esistono. Continua a leggere per sapere come le api muoiono sotto l’effetto dei pesticidi.

In primavera le api muoiono a causa dei pesticidi emessi nell’ambiente, sia per sintomi cronici che per irrorazioni di pesticidi persistenti nell’ambiente, effettuate anche decenni prima.

La nostra amica ape laboriosa nel suo prezioso compito di dispersione del polline che resta ancorato alla sua pelliccia naturale e che dispensa poi ad altri fiorni secondo i processi di impollinazione di Madre Natura.

I sintomi concreti della Tossicità Cronica sulle api e l’effetto accumulo

A contatto coi pesticidi killer (anche per noi) le api perdono subito il senso dell’orientamento. E subentra un tremolio perché il diserbante è una tossina neutorossica che attacca il loro sistema nervoso. L’ape cade, non si rialza, non vola, perde l’orientamento, ha una iper-eccitabilità iniziale dei suoi neuroni drogati e poi muore. E questa distruzione di massa non riguarda solo le api, ma altri impollinatori, insetti, uccelli, animali e colpisce anche l’uomo. Dentro il polline analizzato si ritrovano quantità di insetticida come Propargite, un pesticida che uccide gli acari ed è molto tossico anche per anfibi e pesci, ma non solo. In natura tutto è collegato e il danno tocca tutti gli esseri viventi. A fine anni ‘90 si perdeva il 5% della biodiversità degli insetti volatili, poi sono arrivati i nicotinoidi e la perdita è crollata fra il 75 e l’82% in meno.

Ecco uno splendido sauro, un altro piccolo rettile bersaglio, insieme ad api e impollinatori, del pesticida-insetticida Propargite. Questo si è infilato beato, per una piacevole nuotatina, nell’acqua di un innaffiatoio di un piccolo orto naturale.

L’orto senza pesticidi e diserbanti è possibile! Leggi come fare l’Orto sostenibile fatto di sole, terra, acqua e cure!

Più pesticidi possono essere irrorati insieme, uniti in una unica soluzione. La tossicità sembra ridotta perché la mortalità dell’ape non è istantanea. E poi i test di approvazione a livello legislativo vengono fatti sulla molecola singola. Non si valuta mai l’effetto di accumulo, sia per quantità e durata ma anche per associazione con altre molecole chimiche tossiche e dannose che ne incrementano l’effetto mortale. Così le Big Pharma dei colossi farmaceutici, insieme ai profitti inimmaginabili, comprano tutto e tutti, e se la cavano con poco. Inoltre, gli organi di controllo e di analisi si appoggiano a studi finanziati dalle farmaceutiche stesse. Il conflitto di interesse è evidente e il condizionamento dei risultati palese.

Il potere tossico dei pesticidi è sempre sottostimato: e’ solo la molecola singola ad essere considerata e non l’effetto di accumulo, ne la persistenza e il danno cronico nel tempo, ma solo l’effetto acuto del momento. E questo è sbagliato!

E’ anche compito nostro fermare questo danno.

Quando dobbiamo curare le piante in giardino, o evitare l’invasione delle formiche, o vogliamo diserbare l’orto con l’erbicida per evitare che le piante infestanti crescano nel nostro orticello perfetto, pensiamoci un attimo. Lo stiamo inondando di chimica tossica. Perchè quella tossicità arriva nel nostro piatto e nel nostro organismo, persiste nell’ambiente e a pagarne il prezzo è tutto il sistema. Dall’impiego delle risorse, alla produzione chimica, alla sperimentazione, ai test tossicologici, immunologici, al consumo di plastica per il contenitore. Tutto persiste nell’ambiente e lo avvelena, insieme al danno che portiamo dal piatto al nostro corpo. L’orto naturale è possibile.

Ecco le orticole dei nostri orti naturali dove coccinelle, forbicine, lombrichi e piccoli insetti sono i benvenuti!

La protezione fitosanitaria naturale, esiste. Lo dimostriamo ogni anno, dalla primavera all’autunno facendo crescere le nostre orticole e i nostri frutti in piene condizioni naturali. Per frutti da consumare con la buccia: mele, catote, pomodori, ricchissimi di vitamine, antiossidanti e molecole anticancro e bioattive che non si trovano nella grande distribuzione. Pensaci. Ogni piccolo nostro gesto, può fare molto.

Carote naturali appena raccolte e da gustare con la buccia! I 3 mesi di attesa per farle crescere bene secondo i ritmi lenti della natura, valgono proprio la pena!

Nel 2017 uno studio tedesco lancia l’allarme per la drastica diminuzione di impollinatori dai quali dipendono i cibi che mangiamo. 15 miliardi è il valore degli impollinatori in Europa. Un risparmio economico fatto gratis dalle api, come noi non potremmo mai fare. Le fragole impollinate dai Bombi (splendidi, innocui, parenti stretti delle api), sono ricche di vitamina A e vitamina C e sono grandi, per natura.

In Francia, università, medici e ricercatori si uniscono per spiegare quanto i pesticidi siano tossici, i nicotinoidi in particolare, con ben 1200 studi a dimostrarlo. Il mais viene rivestito da Fipronil, un pesticida ad ampio spettro che agisce sul sistema nervoso. È usato per il controllo dei parassiti, ha azione insetticida e causa effetti trans-generazionali, e cioè, viene trasmesso anche alle generazioni successive che non ci sono entrate in contatto. I pesticidi distruggono api e impollinatori ma anche gli esseri umani. Sembra incredibile ma queste molecole sono 8000 volte più tossiche del famigerato DDT. E’ un insetticida molto potente usato contro la malaria nel 1939 ma poi convertito a veleno per artropodi (insetti con un esoscheletro) nel 1948. Nocivo anche per gli uccelli perché ne assottiglia lo spessore del guscio delle uova.

In pochi sanno che il DDT è un insetticida molto potente usato per debellare la malaria nel 1939 ma poi convertito a veleno per artropodi (insetti con un esoscheletro) nel 1948. Oggi assolutamente vietato.

Dal 2018 sarebbero vietati ma si tende a rimpiazzarli con altre molecole analoghe con gli stessi effetti. Il nome della nuova molecola cambia e, ora che gli iter per proibire le vecchie molecole arrivano all’attuazione, si sono già concluse anche le nuove fasi di approvazione della nuova molecola, diversa magari per un piccolo dettaglio. I dati riportati sono sulla tossicità acuta (si muore subito?) ma non su quella cronica. In questo caso, si muore lentamente, non si ha un effetto immediato ma si vedono i danni nel tempo perché ci si ammala piano, senza sintomi eclatanti e soprattutto, con sintomi e tempi che non saranno mai riconducibili a intossicazioni da diserbanti. O da amianto. O da metalli pesanti. O da radiazioni. O da innumerevoli altre fonti che però non si possono misurare ne monitorare. Non si possono dimostrare con dati alla mano e quindi, come se nulla fosse. E queste situazioni purtroppo accadono spesso.

Altri piccoli artropodi che costituiscono una ricca fauna in equilibrio col sistema naturale. La loro presenza è sempre un lieto evento perchè, dove ci sono insetti, ci sono meno pesticidi.

Come muoiono le api sotto la chimica dei pesticidi

Le api si ammalano e muoiono. La piccola e laboriosa ape usa l’olfatto per comunicare con la colonia. Quando entra in contatto con un pesticida, lei subisce gravi danni al suo delicato sistema nervoso e non distingue più gli odori e perde la memoria. Gli odori sono la base per la vita di tutto il regno animale e vegetale. Perdere e subire alterazioni del sistema olfattivo impedisce all’ape di ritrovare la strada per la sua colonia e l’alveare. Questi sono danni incalcolabili. E ne dobbiamo tenere conto quando acquistiamo frutta e verdura.

Le api che lavorano sul sommacco.

E quando acquistiamo prodotti chimici per aiutare le piante nell’orto per eliminare i parassiti. Quella chimica ce la troviamo poi nel nostro piatto e la mangiamo. Noi, con le nostre mani, contribuiamo ad uccidere le api. Prendiamone consapevolezza. E pensiamoci quando usiamo qualsiasi prodotto chimico per migliorare le nostre piante. Acquistiamo, se possibile da filiere corte, da persone che hanno la fortuna di avere e gestire un orto naturale e sostenibile in totale assenza di utilizzo della chimica. Piantiamo l’insalata in vaso o una pianta di pomodoro sul balcone e avremo aiutato, anche solo non aggravando il danno. E avremo la dimostrazione sotto i nostri occhi che per fare crescere pomodori succosi, ricchi di nutrienti e profumati, bastano sole, terra, acqua e le nostre cure premurose. La soddisfazione sarà enorme! (E anche il risparmio sarà utile).

La prima parte di questo articolo, diviso in 2 sezioni, è conclusa. Leggi la seconda parte cliccando il titolo Perchè Api e Impollinatori muoiono? I pesticidi killer velenosi (2). Speriamo che possa davvero aiutare a capire alcune cose e a prendere consapevolezza e a difendere le nostre amiche api.

Se sei sensibile alle tematiche ambientali e alla tutela di flora e fauna, condividilo in difesa delle api. Le dobbiamo salvaguardare insieme!

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