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Ambiente e sostenibilità

Pollo Broiler da allevamenti Intensivi

Non sono questi i polli Broiler da allevamenti intensivi. Nella foto, pollaio di galline ruspanti quando non sono libere all’aperto, vicino all’orto. Una scava, l’altra si guarda in giro sotto la supervisione del gallo del pollaio Cocodino. Anche loro sono felici di vederci.

50 anni fa un agronomo americano brevettava il pollo Broiler, nato per assolvere le richieste del mercato mondiale di carne avicola. È il pollo allevato per esclusiva produzione di carne ottenuto per selezione genetica per avere un petto sproporzionato. Ogni giorno il tasso di crescita del pulcino aumenta del 400%. In 42 giorni il pollo sembra già adulto ed è fino a 4 volte più grande di quanto non sarebbe per natura dopo 70 giorni di crescita normale. Oggi, il 90% dei polli da carne venduti è Broiler, 40 miliardi nel mondo, 7 miliardi in Europa e mezzo miliardo di polli Broiler venduti in Italia (circa il 98%).

Ma quando l’uomo mette il suo zampino in un processo naturale che esiste da tutta l’eternità, le conseguenze sono spesso distruttive.

Il pollo a rapido accrescimento geneticamente selezionato altera la qualità delle sue carni un tempo naturali. Le alterazioni riguardano un petto legnoso con anomale fasce fibrose e striature bianche. Identificate dai ricercatori come miopatie. Si tratta di malattie del sistema muscolare che generate dalla ipertrofia (crescita muscolare eccessiva) esagerata del petto. Genera uno sbilanciamento anomalo del tessuto connettivo che supporta la muscolazione con carenza di ossigeno ai tessuti. Le carni, un tempo magre e più salutari, hanno meno proteine e più grasso rendendo la carne di scarsa qualità.

Non sono più le sane carni bianche di un tempo. E forse sono state le eccessive richieste dei consumatori di carne a dettare queste aberrazioni. Perché quando si butta via quel pezzo di carne andato a male, che è scaduto dentro il frigo, non sono quei pochi euro dell’acquisto che sono andati persi. Si tratta di consapevolezza. Di dignità umana e di rispetto per l’ambiente e per gli animali. Anche quelli da macello. Si tratta di costi in termini di risorse della terra, dell’acqua, dei mangimi, delle materie prime per costruire gli impianti, dell’energia che li alimenta, dei prodotti chimici per le pulizie, della benzina per il trasporto delle carni, dei progetti per gli impianti e di tutto l’intero sistema. Non sono i pochi euro dell’acquisto. Il costo per la Terra, è inestimabile.

Petti di pollo acquistato nella Grande Distribuzione da allevamenti intensivi.

Tutto su questo meraviglioso pianeta è collegato. Prendiamo coscienza che siamo noi a determinare le leggi del mercato. Si cerca tanto prodotto a basso costo. Tanta quantità e meno qualità. Ma il conto al nostro pianeta, sembra non interessare a nessuno.

Negli allevamenti intensivi dei Paesi del nord ci sono le strutture verticali a sei piani, per contenere fra 100.000 e 350.000 polli. All’interno dei capannoni la temperatura è mantenuta costante con un sistema di ventilatori mentre l’acqua e il cibo sono forniti automaticamente in modo da favorire il loro accrescimento, così come la luce artificiale pressoché continua sconvolge il normale ciclo giorno/notte degli animali. Si respira aria filtrata dei ventilatori, meno spostamenti, più stress, contagi frequenti e uso di antibiotici.

I pulcini entrano in allevamento a pochi giorni di vita e vi restano fino a quando non raggiungono il peso desiderato per la macellazione. Al macello si va dopo 42 giorni di vita. Dopo le 6 settimane la macellazione è praticamente obbligatoria. Altrimenti sorgono problemi e fratture alle zampe perché cadono sul loro stesso peso schiacciati dal petto sovradimensionato, abnorme e innaturale. E con gravi problemi respiratori, cardiaci, zoppie e decessi per fame o sete. I polli Broiler stipati negli allevamenti sono costretti a comportamenti innaturali, non possono razzolare e beccare per terra, inoltre, in mezzo alle loro deiezioni, sviluppano più malattie. Non ci sono regole europee che stabiliscano il numero massimo di polli per metro quadrato negli allevamenti intensivi che arriva anche a 20 esemplari.

Negli ultimi 50 anni, al passo con le nuove tecnologie di manipolazione genetica, la selezione incrociata ha ridotto enormemente i tempi per selezionare un carattere. Così il mondo dei polli si è specializzato in polli da carne e galline ovaiole. Così anche per le mucche divise in produzioni da latte per privilegiare i prodotti lattiero-caseari e mucche da carne. Un pollo che può vivere fino a 20 anni, oggi ha una sopravvivenza programmata di 40 giorni con una qualità della vita e rispetto per gli esseri viventi totalmente nullo.

A seconda del prodotto alimentare da vendere, il pollo sarà mediamente macellato dopo 35 giorni con un peso inferiore ai 2 kg se verrà venduto intero già cotto. Passiamo a 40 giorni per circa 2,8 kg di peso, se venduto intero crudo. I giorni di sopravvivenza si allungano se il pollo è destinato al sezionamento per avere parti più abbondanti. In Italia, il pollo vive in media 5-10 giorni in più rispetto agli standard europei.

Per produrre 1 kg di carne di pollo a rapido accrescimento servono 1,8 kg di mangime e 3 litri di acqua. Per un pollo “normale” servono 5 kg di mangime e 10 litri di acqua.

Petto e dimensioni delle carni naturali di serene galline ovaiole che arriveranno alla vecchiaia nelle condizioni di vita e a contatto con la natura come Madre Natura ha progettato.

Abbiamo capito tutti che gli allevamenti intensivi e il loro sovraffollamento sono un rischio costante e reale per la salute umana. Troppe malattie girano nelle condizioni igieniche troppo basse. Gli agenti patogeni subiscono mutazioni, diventano più aggressivi e fanno salti di specie passando dagli animali all’uomo.

Numerose sono le pandemie disastrose avvenute in passato.

Oggi più che mai ne conosciamo le conseguenze con la pandemia da Covid-19 in atto proprio ora per la più grave emergenza sanitaria degli ultimi 100 anni con danni sociali ed economici incalcolabili.

Secondo uno studio inglese, al passo con la resistenza che stanno sviluppando i batteri contro i pochi antibiotici che abbiamo, nel 2050 si ipotizza una pandemia mondiale con 10 milioni di vittime all’anno.

La vendita e l’acquisto dai piccoli allevatori SI PUO’. Esistono filiere corte e di razze autoctone ruspanti che crescono libere sui terreni e crescono secondo la bontà di Madre Natura, beccando la terra, mangiando insalata e prodotti di scarto dai piccoli orti naturali dei coltivatori.

Promuoviamo i piccoli allevatori e i coltivatori che credono nella natura e rispettano i suoi equilibri, senza finalità di arricchirsi ma allo scopo di una vita sana e a contatto con la natura, gli animali e la terra.

Perché la salute, passa dal nostro equilibrio fisico, mentale e spirituale in piena armonia con i doni e le creature che vivono sulla Terra.

Scrivici su Domande e questioni aperte e raccontaci la tua realtà di piccolo coltivatore nell’orto di casa, se ami le tue galline e le uova fresche che ti donano ogni giorno, se ti piace vederle sgambettare e ascoltare il loro crocchiare. Scrivici se allevi e coltivi anche per vivere. Abbiamo un progetto da realizzare subito. Insieme. Clicca le stelline per valutare l’articolo.

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