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Ambiente e sostenibilità

Innalzamento delle Temperature di Mari e Oceani: Cambiamento climatico

Innalzamento delle temperature di mari e oceani, dovuti anche a queste zone industriali in prossimità dei porti.

Il riscaldamento climatico ha mostrato una perdita di ossigeno di oltre il 2% negli ultimi 50 anni insieme al fenomeno di acidificazione degli oceani. In 60 anni, le aree del pianeta con carenza o assenza di ossigeno sono passate da 45 a 700. E la colpa è dell’uomo. Tutti possiamo fare qualcosa.

La perdita dei livelli di ossigeno dalle acque terrestri perturba e distrugge tutti gli equilibri del pianeta: dalla biodiversità marina alla salute umana. Tutto sulla Terra è collegato e ogni azione può sviluppare conseguenze disastrose che spesso partono dall’uomo e, dopo aver squilibrato i delicati e potenti equilibri della natura, tornano sull’uomo con dannose conseguenze sulla sua stessa salute. Sua e di tutti gli esseri viventi ospitati sulla Terra nella loro grata e pacifica convivenza.

Sul pianeta sono oltre 700 le aree anossiche, cioè, con bassa o totale assenza di ossigeno. Negli anni ’60 di aree se ne contavano 45. La causa è l’attività antropica (dell’uomo) nelle sue innumerevoli sfumature. Parliamo di contaminazioni delle acque reflue. Ogni scarto industriale o da allevamenti intensivi o da diserbo delle aree agricole, da acquacoltura ma anche dall’attività domestica come il riscaldamento, o dal settore dei terziario, o da qualsiasi altra attività sulla Terra, genera un rifiuto o uno spreco.

Vuoi conoscere gli effetti dei diserbanti? Leggi di più su Pesticidi e salute umana per conoscere gli effetti sulla salute e molto altro.

Una confezione di insetticida, presente in tutte le case, facente parte del macro-gruppo chiamato Pesticidi. Irritante per l’uomo (oltre che velenoso, se ingerito) ed estremamente pericoloso per l’ambiente e gli esseri viventi.

Nei fondali, troviamo il fitoplancton, considerato come l’insieme di microrganismi vegetali marini, alghe e cianobatteri. Possiedono i pigmenti verdi di clorofilla e fanno la fotosintesi e con questo processo producono il 50% dell’ossigeno mondiale e sequestrano la CO2 (anidride carbonica). Purtroppo anche loro, finiscono col mangiare le plastiche che noi accumuliamo nelle acque.

Cerchi di mangiare sano? Lo sapevi che ogni settimana ingerisci almeno 5g di microplastiche? Non ci credi? Leggi di più su Microplastiche: la dieta di plastica che mangiamo senza saperlo. I dati sono ufficiali.

Negli ultimi 10 anni si è osservato il più elevato innalzamento delle temperature nei mari. L’EMBL è il Laboratorio europeo di ricerca molecolare e studia le cellule e i microrganismi produttori di ossigeno del pianeta. La temperatura elevata fa consumare più ossigeno ai microrganismi e nel mare diminuisce la sua concentrazione. In alcune zone la diminuzione di ossigeno è del 50% e in questo habitat anomalo, sono le specie che necessitano meno ossigeno a proliferare, come le meduse e alcuni calamari.

Ecco un mare con meravigliose acque cristalline che tutti amiamo tanto. Ma per mantenerle tali, è necessaria una attenzione ad ogni nostro gesto quotidiano che spesso nessuno ricorda.

Esistono già numerose aree in ipossia, zone morte dove l’ossigeno non c’è più. Sono le coste del Messico, di Venezia, Trieste, del Mississippi. Sono zone di immissione dei fiumi con acque contaminate, colme di diserbanti e pesticidi, con troppe alghe, sono le zone di de-ossigenazione, dove le acque hanno assorbito il 90% del calore prodotto dalle attività antropiche dell’uomo.

E’ tutta la chimica di sintesi dell’uomo che si riversa e contamina l’ambiente e che poi ritorna all’uomo avvelenando il suo corpo con le stesse sostanze. Leggi il disastro degli Interferenti endocrini nelle acque che cambiano il sesso alle forme di vita.

E sono proprio gli oceani che assorbono il 30% di CO2 in eccesso nell’atmosfera. L’innalzamento delle temperature terrestri, calde fino al mese di ottobre, generano violenti uragani nel mediterraneo. I mari restano caldi per decine o centinaia di metri sotto il livello dell’acqua. La temperatura si è alzata di oltre 2°C negli ultimi 50 anni con irreversibili ripercussioni sulla biodiversità non solo marina. Muore la pinna nobilis, una specie di grande nacchera, o cozza enorme dei fondali marini, sterminata da un batterio che ha preso il sopravvento nei nuovi squilibri ecologici. E troppe mucillagini coprono i fondali e provocano la morte dell’80% delle foreste marine.

Nel mare di Ischia, le ondate di calore sottomarine sterminano le specie vegetali e animali. Si tratta di un riscaldamento eccessivo oltre i 28°C che se persiste fra 10 e 30 giorni, si accumula in superficie e può scendere in profondità anche a 30 metri. Si genera uno stato di sofferenza e questo calore eccessivo può risvegliare e attivare la vitalità di batteri patogeni che possono generare danni.

Dal 2002 nel golfo di Napoli arrivano specie aliene che nel mediterraneo non ci sono mai state. Sono dovute alle temperature tropicali. Sono circa 1000 queste specie non autoctone nel mediterraneo. 180 in Italia. Troviamo nei mari di Lampedusa il Granchio blu del Mar Rosso, il Barracuda e altre specie che rompono l’equilibrio dei nostri mari. Inoltre,  tutti i pesci hanno una soglia di t° oltre la quale muoiono all’improvviso per denaturazione proteica. Cioè, le proteine di cui tutti gli esseri viventi sono fatti, ad una certa temperatura perdono la loro conformazione funzionale e si degradano rompendosi. Nei tropici le t° variano di soli 4° gradi fra le varie stagioni.

Si ragiona ora sul fenomeno di acidificazione dei mari e degli oceani con le sue conseguenze.

C’è molto altro da dire sul danno ambientale e sulla tutela dell’ambiente. Anche tu, ogni giorno, puoi fare molto. Hai idea di quanto la nostra salute dipenda dall’ambiente in cui viviamo? Sia in casa che nell’area geografica. Conosci il benzopirene? L’acrilammide? Gli IPA? Lascia la tua mail e ponici le tue domande.

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