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Covid-19 conquista il mondo

Aggressivo e ancora implacabile, il Covid-19 non molla la sua morsa. E nel mondo siamo solo all’inizio. Non si è ancora raggiunto l’atteso picco di contagi. Quasi 30.000 decessi, oltre 600.000 contagi nel mondo anche se i numeri è possibile che siano 10 volte tanto. E le cifre sulla carta stampata invecchiano subito perché la situazione evolve ogni ora.

Il Coronavirus ha fatto il suo ingresso in Africa e ora i numeri sono destinati ad aumentare vertiginosamente. L’America è in ginocchio. Non c’è nemmeno la quarantena a New York ma questa ostinazione politica, questo errore strategico avrà conseguenze fatali. E il Presidente Trump pensa alla perdita economica della sua super potenza ma non ai suoi cittadini. New York e la zona limitrofa, ancora non in isolamento. I contagi schizzano e i decessi seguono, senza rendersi conto che i numeri non sono solo cifre. Ogni singolo numero è una vita che si spegne, una famiglia devastata dalla disgrazia del virus che non permette nemmeno le lacrime per piangere. Perché si muore da soli, velocemente. Il virus non guarda in faccia a nessuno. Così anche in Inghilterra. Dopo l’aberrante dichiarazione del primo ministro Boris Johnson di alcuni giorni fa: “Preparatevi a piangere i vostri cari”, il premier non ha intenzione di adottare misure di sicurezza. Ma forse questa decisione è in dirittura di arrivo. Anche lui si è contagiato. Anche lui è affetto da Coronavirus. Chissà se sarà lui ora, a dover piangere se stesso o i suoi cari. Nessuno lo sa. E anche Oslo decide di non adottare misure di ristrettezza sociale perché sceglie di non attuare nessun piano economico di tutela per la sua popolazione.

La grande città di Parigi stupisce. Nell’orgoglio nazionale francese gli ospedali della capitale non reggono. Anche la Spagna non ha preso provvedimenti per tempo e tutto il personale sanitario è seriamente compromesso. Numerosi medici e infermieri sono contagiati. I pazienti vengono stesti anche per terra sopra un telo, nei corridoi degli ospedali, per mancanza di letti.

Anche in Valle d’Aosta non si tiene il giro. Troppi i tamponi da fare con oltre 511 test positivi diagnosticati con l’aiuto dell’Ospedale Sacco di Milano. 42 i decessi finora, con tendenza al rialzo. Ma in una regione di 130.000 abitanti (oltre a villeggianti e proprietari di seconde case che si sono sentiti in diritto di restare nonostante le indicazioni della Regione per la grave emergenza sanitaria), non si è pronti a fare fronte alla situazione anomala. Le cure sanitarie non sono mai mancate ma ora il Parini è saturo. Mancano i dispositivi di protezione, attrezzature, personale e il tempo.

Per quanto riguarda la normativa tassativa sugli spostamenti fuori casa si ricorda ai disinformati e a chi si improvvisa tutore della Legge che è permesso, ad oggi e salvo variazioni, uscire fuori casa nel raggio di 200 metri dalla propria abitazione per fare attività fisica e portare fuori il cane.     

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