Categorie
Covid19-Coronavirus

Covid-19: i contagi crescono per la scorrettezza umana

Covid-19: i contagi crescono. Articolo pubblicato su Gazzetta Matin 16 Marzo 2020

Covid-19 invade il mondo aiutato dalla globalizzazione. I contagi crescono ancora dovuti ora alla scorrettezza umana. La fuga da Milano verso le regioni al Sud e l’afflusso turistico sulle piste da sci della Valle d’Aosta hanno generato un peggioramento notevole ed un aumento dei contagi (e dei decessi) che si sarebbe davvero potuto evitare. La Valle è stata chiara: via i turisti e i villeggianti dalle seconde case. E la ragione è ovvia e non lascia spazio alle interpretazioni. La preghiera è che il virus si contenga di modo che il sistema sanitario e l’ospedale riescano a curare tutti, anche quelli che hanno dimostrato di non avere il minimo buon senso, ne amore per gli altri (fossero anche i propri familiari), ne il rispetto per le persone che negli ospedali lavorano in modo estenuante e si trovano davanti, ogni giorno, la disperazione dell’impotenza, l’atrocità di essere costretti a scegliere quale paziente salvare e quale lasciare andare, e il rischio costante di essere contagiati in un ambiente saturo di virus, per curare gli altri. Per curare quelle persone che hanno cercato di tutelarsi per coscienza propria o nel rispetto delle Leggi ma anche quelle che ancora oggi pensano di essere al di sopra di tutto.

Il virus ancora non lo si conosce. Non si tratta di una influenza. Quella si manifesta nei mesi invernali, quando fa freddo, e soprattutto non attacca 100 stati in tutto il mondo all’unisono generando una pandemia. Si tratta di una polmonite che manifesta i sintomi nel 70% dei casi circa. Che di solito infetta di più durante il periodo sintomatico che però, può generare una polmonite grave in breve tempo dopo la comparsa dei primi sintomi. I passi avanti in Italia ci sono. Insieme ai nostri, medici coraggiosi sono atterrati dalla Cina e ci hanno donato 31.000 tonnellate di materiali per sostenerci nella lotta al Coronavirus. Ci aiutiamo con farmaci non sperimentali che vengono già usati per la cura di altre gravi malattie: Remdesivir impiegato per l’ebola, per esempio, o Tocilizumab per l’artrite reumatoide. Con un uso off label, cioè l’impiego di un farmaco che non è stato progettato per quella malattia. Gli antivirali sono farmaci tosti e i pazienti ne subiscono gli effetti collaterali come vomito, nausea, talvolta diarrea, di giorno e di notte. La degenza in ospedale si aggira sulle tre settimane.

Un paziente viene definito guarito quando non presenta più i sintomi. E viene mandato a casa anche se la radiografia toracica di dimissione mostra ancora la polmonite interstiziale bilaterale. Ma bisogna liberare i letti per i più gravi. Si viene mandati a casa con le terapie da fare ancora per alcuni giorni. Ma il paziente considerato guarito, in realtà ha ancora il Coronavirus. Dopo 14 giorni il test andrà ripetuto ma poi, di quello che segue, ne sappiamo ancora poco. Si sperava che il soggetto contagiato e guarito, presentasse anticorpi nel sangue che ormai avessero immunizzato il corpo da eventuali contagi futuri. Ma a volte il virus è tornato. Pochi casi rari ma questo non ci permette di avere la certezza assoluta di cui abbiamo bisogno.

Non sappiamo come questo Coronavirus si insidia nel nostro corpo ne come davvero se ne esce una volta per tutte. I dubbi sono tanti e le certezze ancora poche. Gli ospedali sono saturi, non esistono più i reparti perché ogni spazio disponibile viene utilizzato per le terapie intensive, anche i corridoi.

Nell’attesa di terapie efficaci di farmaci e vaccini, si spera che il virus allenti la sua morsa con una regressione spontanea. Ancora non si vede. Non dobbiamo mollare.

Leggi gli altri articoli nella categoria Covid-19 – Coronavirus. Clicca sulle stelline per valutare l’articolo. Puoi farlo senza essere iscritto e se vuoi scrivi un commento libero.

Ti è piaciuto il post?

Voto medio 0 / 5. 0

La tua opinione è importante!

Ci dispiace che il post non sia stato di tuoi interesse.

La tua opinione è importante! Dicci come possiamo migliorare.

Lascia un commento